Si è tenuto il 24 marzo il secondo laboratorio incluso in “Alchimie teatrali”, il progetto che il Comune di Figline e Incisa Valdarno dedica alla valorizzazione delle produzioni teatrali giovanili e che quest’anno include anche un corso di formazione. Si tratta di cinque lezioni in tutto, che si terranno da marzo a maggio al Ridotto del Teatro Garibaldi (Piazza Serristori a Figline; ore 17,30-19) in compagnia di alcuni professionisti del Teatro nazionale e internazionale. 

Dopo l’incontro con l’attore Massimo Salvianti dello scorso 17 marzo, la parola è passata allo scenografo Daniele Spisa: un altro professionista del mondo teatrale, che ha lavorato assieme a grandi registi come Luca Ronconi, Carmelo Bene e Toni Servillo.

La sua è stata una lezione sulla costruzione dello spazio scenico, spiegata in chiave storica. Si è partiti, infatti, dalla nascita del teatro greco fino ad arrivare alla fine del 1800 (periodo in cui è stato fondato anche il teatro Garibaldi di Figline).

Ed è proprio attraverso questo excursus storico che i ragazzi hanno imparato che, nel corso del tempo, ad esser cambiata non è solo la modalità di suddivisione degli spazi tra scena e pubblico, ma anche la collocazione dello spettatore durante lo spettacolo (la sua possibilità di accesso a platea, palchi o loggione era vincolata, infatti, alla classe sociale di appartenenza).

Per quanto riguarda, invece, gli aspetti tecnici, Daniele Sispa ha spiegato come tutta l’impostazione scenica necessiti di uno studio nei minimi dettagli. Dall’analisi dell’acustica alla scelta della luce, infatti, il direttore di palco non deve mai perdere di vista il suo obiettivo: garantire che il pubblico possa godere al meglio dello spettacolo che gli verrà offerto, senza che niente venga improvvisato o lasciato al caso.

Dopo la parte teorica della lezione, i ragazzi sono stati accompagnati dal tecnico del “Garibaldi” e dallo stesso Sispa alla scoperta del suo backstage, includendo in questo tour guidato anche una visita alla “graticcia” (dodici metri sopra al palcoscenico), al sottopalco e ai camerini.

Rubrica a cura di Cristina Bonechi, ufficio Partecipazione del Comune di Figline e Incisa Valdarno