Il 23 aprile, a Figline, presentazione del volume che celebra il centenario dell’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale

Sarà presentato sabato 23 aprile, a Figline, il catalogo finale del progetto “1915-2015. Il mondo va alla guerra”, ideato e realizzato dal Comune di Figline e Incisa Valdarno per ricordare i cento anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale. La presentazione si terrà al Ridotto del Teatro Garibaldi (piazza Serristori-Figline) alle ore 18,30, nell’ambito delle celebrazioni dedicate alla Festa della Liberazione.

Se il progetto sul tema della Grande guerra si è svolto da maggio a novembre attraverso una serie di eventi multidisciplinari (concerti, teatro, cinema, flash mob, letteratura e poesia), questo catalogo di 130 pagine ne rappresenta appunto il resoconto finale. Il tutto arricchito dai contributi di chi ha reso possibile la realizzazione di questo progetto, a partire dalle associazioni e dalle istituzioni culturali che hanno collaborato con il Comune alla concretizzazione del programma. Non a caso, è proprio a loro che è dedicatauna sezione di questo catalogo, che contiene la descrizione del loro ruolo all’interno del progetto e delle motivazioni che li hanno spinti alla partecipazione.

L’introduzione al volume, che ricostruisce il contesto storico di riferimento, è firmata invece da Fabio Bertini (docente di storia contemporanea all’Università di Firenze) ed è seguita da un piccolo saggio di Vito Monterosso, sul tema della strategia militare durante la Grande Guerra. In catalogo, inoltre, anche tante immagini, provenienti dalle due mostre fotografiche, oggettistiche e documentarie realizzate al Palazzo Pretorio di Figline in due tempi (dal 24 maggio al 2 agosto e dal 5 settembre al 4 ottobre).

Si tratta di due allestimenti resi possibili dall’utilizzo di materiale proveniente dacollezioni private, capaci di offrire al visitatore una panoramica più ampia sulla vita quotidiana di quel particolare periodo storico. Ed è per questo motivo che il volume contiene anche la voce di questi collezionisti, ai quali è stato chiesto di descrivere gli oggetti e i documenti presentati, ma anche di parlare della loro passione per gli oggetti d’epoca. Infine, l’ultima parte del libro contiene il racconto in prima persona delle impressioni degli studenti in visita alla mostra, con particolare riferimento allariflessione sulla vita dei loro coetanei al tempo della guerra.

“Questo volume rappresenta un momento di sintesi del lavoro svolto lo scorso anno da tante realtà territoriali, senza le quali questo progetto non sarebbe potuto esistere – ha commentato l’assessore alla Cultura, Mattia Chiosi -. Inoltre, abbiamo scelto di presentarlo durante le celebrazioni dedicate alla Festa di Liberazione per creare un ponte di connessione tra i due conflitti mondiali, che hanno segnato profondamente anche la storia del nostro paese. Un modo per costruire un percorso della memoria ad ampio respiro che, attraverso testimonanze dirette e documenti storici, sia capace di coinvolgere e interessare persone di tutte le età”.