Natalino Balasso, Andrea Collavino, Marta Cortellazzo Wiel

Balas­so fa Ruzan­te. Amori dispe­ra­ti in tempo di guerre

Di Natalino Balasso

23/03/24
Ore: 21:00 -
23:00
Turno abbonamento A

Balas­so fa Ruzan­te. Amori dispe­ra­ti in tempo di guerre

di Natalino Balasso

In questo nuovo testo, Balas­so evoca alcu­ne delle opere di Ange­lo Beol­co, atto­re e comme­dio­gra­fo pado­va­no del Rina­sci­men­to, famo­so per aver dato vita al perso­nag­gio di Ruzan­te, un conta­di­no pado­va­no ruspan­te, fame­li­co e poltro­ne.

L’universo a cui si ispi­ra­no le opere di Ruzan­te – una vera e propria ecce­zio­ne nella lette­ra­tu­ra rina­sci­men­ta­le — è popo­la­to da villa­ni rudi ed elemen­ta­ri e impron­ta­to da un’e­sal­ta­zio­ne semi­se­ria dell’e­ner­gia grez­za degli istin­ti. La forza delle comme­die di Ruzan­te nasce dalla comi­ci­tà vita­le e allo stes­so tempo amara che le perva­de e dal dirom­pen­te reali­smo espressivo.
«Acca­rez­za­vo il sogno di porta­re in scena il Ruzan­te da tempo» affer­ma Balas­so «nel 2001 Marco Paoli­ni mi aveva consi­glia­to di portar­lo in scena. A distan­za di 20 anni…eccomi qui.

Ho rilet­to le opere del Ruzan­te e ho scrit­to un testo nuovo che conden­sas­se lo spiri­to ruzan­tia­no. In questa comme­dia i regi­stri sono molte­pli­ci: il plot vede i tre perso­nag­gi Ruzan­te, Gnua e Mena­to attra­ver­sa­re tre mondi e quin­di tre fasi differenti.

Quel­lo dell’eros campe­stre che raccon­ta amori crude­li, un eroti­smo fatto di carna­li­tà e di posses­so. Poi il quadro dram­ma­ti­co delle guer­re, della scoper­ta dell’altro. Infi­ne, un quadro cini­co, citta­di­no, quan­do al ritor­no dalla guer­ra Ruzan­te arri­va a Vene­zia, città di mercan­ti, che è tutto un altro mondo».

La lingua inven­ta­ta da Balas­so per questo testo evoca il linguag­gio Cinque­cen­te­sco di Ruzan­te unen­do fioren­ti­no a espres­sio­ni vene­te, sempre dell’epoca. «Ho volu­to che il linguag­gio fosse il fioren­ti­no per dare l’idea di una lingua anti­ca, e l’ho intes­su­to di vene­ti­smi che ho filtra­to attra­ver­so il diario di Anto­nio Piga­fet­ta, navi­ga­to­re vicen­ti­no contem­po­ra­neo al Ruzan­te che scri­ve­va in un fioren­ti­no intes­su­to da molti vene­ti­smi». «Balas­so è riusci­to a ricrea­re un neo-dialet­to obli­quo, abbon­dan­te e spas­so­so, che rende concre­te tre figu­re toccan­ti: l’amico riva­le Mena­to, Gnua donna sotto­po­sta eppu­re domi­nan­te e lo stes­so Ruzan­te» commen­ta Dalla Via «Un uomo contem­po­ra­nea­men­te furbo e credu­lo­ne, pavi­do eppu­re capa­ce di ucci­de­re, un eroe comi­co dentro il quale scor­re qual­co­sa di primi­ti­vo che lo rende immortale».

Questo tito­lo è un ingan­no! È Ruzan­te che fa Balasso!

In prin­ci­pio c’era il “ruzza­re”. Ovve­ro il rincor­rer­si per gioca­re. Giocare/ reci­ta­re sopra radi­ci teatra­li e lingui­sti­che senza inciam­pa­re. Balas­so ci è riusci­to pren­den­do ispi­ra­zio­ne dai testi dall’opera di Beol­co e re-inven­tan­do un gergo che ne mante­nes­se senso e suono. Una dram­ma­tur­gia fatta di scel­te lessi­ca­li che sono, in pieno stile Ruzan­tia­no, scel­te poli­ti­che e pole­mi­che. Un neo dialet­to obli­quo, abbon­dan­te e spas­so­so che rende concre­te tre figu­re toccan­ti: l’amico riva­le Mena­to, Gnua donna sotto­po­sta eppu­re domi­nan­te e lo stes­so Ruzan­te. Un uomo contem­po­ra­nea­men­te furbo e credu­lo­ne pavi­do eppu­re capa­ce di ucci­de­re, un eroe comi­co dentro il quale scor­re qual­co­sa di primi­ti­vo che lo rende immortale.
Credo che Ange­lo Beol­co, con il suo alter ego e le sue opere voles­se dimo­stra­re che un altro modo di fare arte/cultura era possi­bi­le e prova­va a fare azio­ni sceni­che anti siste­ma anche quan­do era accol­to da quel siste­ma. In questo credo che la vici­nan­za con la poeti­ca e la visio­ne di Nata­li­no Balas­so sia evidente.

Un mondo di villa­ni dove la peste va e viene, dove tragi­co e comi­co sono fusi e condi­ti da desi­de­ri fisi­ci inap­pa­ga­ti e dirit­ti non rico­no­sciu­ti, viene intri­so di malin­co­ni­co humor.
Demi­sti­fi­ca­ta la città, sbef­feg­gia­to il pote­re e l’idea falsa­ta di benes­se­re alla quale abbia­mo sacri­fi­ca­to tutto rima­ne un sapo­re buco­li­co e amaro.
Non resta che permet­te­re alla risa­ta di diven­ta­re espe­rien­za criti­ca su di sé e l’altro da sé, nel e per il presente.

Marta Della Via

23/03/24
Ore: 21:00 -
23:00
Turno abbonamento A

Natalino Balasso, Andrea Collavino, Marta Cortellazzo Wiel in:

Balas­so fa Ruzan­te. Amori dispe­ra­ti in tempo di guerre

Autore: Natalino Balasso

Attore protagonista: Natalino Balasso, Andrea Collavino, Marta Cortellazzo Wiel

Aiuto regia: Flora Sarrubbo

Luci: Luca Dé Martini di Valle Aperta

Costumi: Sonia Marianni

Scene: Roberto Di Fresco

Regista: Marta Della Via

Iscriviti alla nostra newsletter
per restare aggiornato su tutti gli eventi!

Prossimi spettacoli

Iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre aggiornato sul calendario dei nostri eventi!

Con il sostegno di: